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CLAUDIA GIROTTO

Papà, nato nel Polesine nel 1910, era rimasto senza la mamma a 14 anni,
Il suo papà si era risposato con una donna insopportabile - la Cesira - (io l’ho conosciuta ed ero della stessa idea); è così, portando con sé i due fratellini, da solo era venuto a Torino, ospite di cugini: tutti uomini.
Lavorava di giorno e studiava di sera dai salesiani. Dopo un po’ di anni aveva costituito una piccola azienda di trattamenti termici: raggiunta così una certa autonomia economica, era ritornato al suo paesello per cercare la moglie.
Con l’aiuto del parroco aveva conosciuto e sposato la mamma.  Il loro viaggio di nozze era stato il viaggio dal Veneto a Torino.
Scoppiata la guerra, non partì soldato: venne dichiarato “indispensabile alla patria*
Per anni mi sono chiesta perché: poi ho capito, molto probabilmente il suo lavoro consisteva nel “trattare le armi”: ma papà non me lo ha mai detto!
Mentre papà a Torino lavorava per la patria, la mamma con due bimbe piccole, si trasferì a Moncalvo, dove nacque anche la mia terza sorella, Silvana.


CLAUDIA GIROTTO

 



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