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Resoconto della notte bianca del liceo Cavour

Il 12 gennaio scorso si è svolta la quarta edizione de La Notte Nazionale del Liceo Classico, manifestazione alla quale ha aderito anche il Cavour ed io ho partecipato come spettatrice con un misto di curiosità e tenerezza nei confronti degli attuali cavourrini.

Nutritissima è stata la presenza degli ex cavourrini tra cui il Presidente dell’Associazione degli ex allievi Marziano Marzano, molti componenti del direttivo e molti soci.

Il programma, allestito nella palestra adibita per l’occasione a teatro, è stato vasto e variegato.

Vi sono state riflessioni sui pittori-musicisti e sui musicisti-pittori con proiezione di dipinti su una delle pareti ed è apparso subito evidente che vi è un filo rosso tra le varie arti.

Emozionante e coinvolgente l’analisi di Mutter Courage di Brecht effettuata da un docente del quale non riporto il cognome perché non voglio peccare di successive omissioni: tutti i professori e gli studenti intervenuti sono stati bravissimi.

Interessante è stato sul tema dell’incontro l’intervento di Fabio Geda,  scrittore ed educatore e di lui indico nome e cognome perché non fa parte del nostro liceo.

A far la differenza con le notti bianche degli altri licei classici è stata la presenza della sezione musicale all’interno dell’offerta formativa del Cavour: la palestra si è trasformata all’improvviso in un locale anni ’40, musica  swing, musicisti e cantante di una bravura incredibile e luci rosse e blu ad illuminare la scena, tutto molto suggestivo.

Dopo la parentesi musicale e dopo l’invito rivolto al pubblico a scrivere un haiku, breve componimento poetico, vi è stato un intervallo per la cena a buffet allestita in uno dei corridoi al termine del quale è ripresa la maratona notturna con un alternarsi di temi di grande impatto emotivo: l’eroe del lungo viaggio, l’adventus principis e le similitudini con l’adventus Christi, l’eco del ritorno, tutti argomenti trattati dagli studenti con angolazioni ora musicali ora visive grazie alle immagini proiettate, queste ultime commentate da un docente del liceo.

Divertente e coinvolgente, nel senso che il pubblico è stato coinvolto, il gioco dell’oca “mitico” durante il quale divisi in due squadre tutti noi spettatori abbiamo partecipato e….gareggiato rispondendo a domande sulla mitologia e cercando di battere la squadra avversaria. Alla fine premi dolci per tutti sia vincitori che vinti.

Non posso tralasciare un intermezzo dedicato alla danza, protagonista una talentuosa cavourrina.

La serata è proseguita ancora con un riferimento alla commedia di Plauto con relativa messa in scena da parte del gruppo teatrale del liceo, quindi con uno scherzo musicale tra violino e pianoforte su note, a me è parso, di Brahms.

E non è finita qui, vi è stato ancora un siparietto molto divertente sui profili degli studenti tipo del Cavour: la bellissima per la quale esistono solo la  moda e l’apparenza, il nerd, lo sportivo il cui unico interesse è il calcio, l’ansiosa che ha il terrore delle interrogazioni e semina ansia tra i compagni, l’emo affetta da pessimismo cronico e infine…la secchiona insopportabile, archetipi universali e trasversali nel tempo. Bravissimi tutti e scenette gustosissime.

Hanno infine concluso la lunga serata iniziata alle 18 e terminata attorno a mezzanotte una favola di Apuleio, una struggente lirica dedicata a Selene  letta in greco seguendo le regole della metrica e la proclamazione dell’haiku vincente.

Per me è stata una sorpresa positiva riscontrare il cambiamento operato dal “mio” liceo: da istituto severo con pochi spazi di condivisione tra professori e allievi a istituto caratterizzato da una forte interazione tra di loro.

 

Gabriella Chiera di Vasco

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