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Visita guidata della Prefettura di Torino

 

Giovedì 26 ottobre

Bel pomeriggio quello in cui abbiamo visitato la Prefettura (per me era la prima volta). Come sempre alcuni di noi in largo anticipo, ed io tra di loro, ho avuto la piacevole sorpresa di incontrare, per la prima volta in associazione, il professor Golzio, eccezionale insegnante di italiano e latino di mia figlia, in compagnia della preside e di altri professori del Cavour. Divisi in due gruppi, siamo stati affidati ad una guida, ex insegnante di lettere, credo alla prima esperienza da cicerone, che, con la sua simpatia, ci ha accompagnati nella visita. Prima di salire al primo piano, abbiamo ammirato l'esterno del bel palazzo. Curiosità: ben pochi di noi avevano notato che sulle mensole sottostanti ai balconi c'è lo stemma dei Savoia. Al primo piano, siamo stati accolti da un corridoio bellissimo che evoca ricordi di altri palazzi importanti (Archivio di Stato? Reggia di Venaria?) Certo! Uno degli architetti è lo stesso: Juvarra, coadiuvato dal Castellamonte e da Benedetto Alfieri. Il palazzo è stato, negli anni, naturalmente, rimaneggiato, in alcuni pavimenti, pur mantenendo ancora qualche parquet originale, in alcune tappezzerie e arredi. Ne risulta così una commistione di stili, non sempre gradevole. L'unica sala rimasta esattamente com'era, è lo studio di Cavour, piccolo e abbastanza modesto, inversamente proporzionale alla grandezza dell'uomo, artefice dell'unità d'Italia. Dulcis in fundo: l'incontro col Prefetto, particolarmente simpatico (sarà perchè è napoletano?), di grande apertura mentale, tanto da prendere accordi con i presidi delle scuole superiori per far visitare agli studenti il palazzo. Altra ciliegina sulla torta: la relazione magistrale del prof. Gianni Oliva sulla grandezza e lungimiranza di Cavour, che volle l'unità d'Italia non solo per motivi meramente patriottici, bensì economici. Infatti l'Italia, frammentata in tanti staterelli, dotati di dogane e, a volte, di monete differenti, faceva lievitare i costi delle merci, nei vari passaggi, non consentendo la concorrenza con altri stati come, senza andar tanto lontano, la Francia. Tutto ciò, inframmezzato da racconti di aneddoti divertenti, ha coronato la nostra visita.

FERNANDA PACIELLO


E per finire in bellezza elegante cena nella sala aulica della “Smarrita”, già studio privato di Cavour, e sede tanti anni fa della nostra Associazione.

CLAUDIA

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