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17 GIUGNO 2022 CENA DI FINE ANNO

 

Se volete sapere che cos'è la vita - ci disse un giorno il professore di Storia dell'Arte - guardate bene questo quadro di Bruegel il Vecchio". Era "La lotta tra Carnevale e Quaresima". "L'avete guardato bene? - proseguì dopo un tempo che a noi era parso troppo lungo - Ci sono la gioia e il dolore e tutto ciò che li causa".

A questo pensavo quel 17 giugno, diviso tra l'addio a Oreste Megaro e la cena d'estate nel giardino dell'Unione Industriale, con l'orchestrina dell'avvocato musicista, Marco Raiteri, che suonava De André.

Eravamo tanti sia il mattino sia la sera, sbigottiti per quella che a molti era parsa una scomparsa inattesa. Non sapevamo che Oreste era malato da anni e che solo una cura sperimentale arrivata dagli Stati Uniti gli aveva concesso ancora otto anni di vita.

La sera in giardino aleggiava un tono mesto, Oreste era tra noi, di Lui si parlava, chi gli era più amico aveva tanti ricordi da condividere.

Poi la vita ha preso il sopravvento, Raiteri cantava il De André più maturo, le canzoni di denuncia, ma noi aspettavamo i grandi classici.

Finalmente ha attaccato "Ricordi, sbocciavan le rose", e poi Marinella, la guerra di Piero, Boccadirosa.... avremmo voluto cantare anche noi, ma non riuscivamo a sintonizzarci, le nostre voci non riuscivano ad attaccarsi alla sua. Mancava Re Carlo, qualcuno l'ha chiesto ma non avevamo un microfono e i musicisti non hanno sentito. O hanno fatto finta? Avevamo già abbondantemente sforato l'ora concordata....

MARINA

 

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