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Diario della gita a Firenze


11/6/22 ore 7,40 Eccoci, in 37, cavourrini e famiglie o amici, sul treno Italo per Firenze per andare a vedere Donatello per le mostre delle sue sculture. Sono molto pentita di non aver seguito bene le lezioni di arte del prof. Fontana. Per fortuna, la voglia di viaggiare e di vedere dal vero le opere, sopperisce alla mia ignoranza di base. Compagnia simpatica, programma decisamente accattivante, cosa volere di più? Un bell'albergo! Ore 14 Ed eccoci accontentati, sistemati da un po' in una camera molto spaziosa con soffitto a cassettoni, dopo essere stati sulla terrazza dell'hotel con vista magnifica sui tetti, ma soprattutto sul Duomo, Campanile di Giotto e Battistero, e spostandosi un po', sul palazzo della Signoria. Pasto frugale al mercato coperto di San Lorenzo, con i coniugi Munno. Ore 18,30 In hotel. Dopo la terrazza, ci siamo trovati 6 o7 di noi del gruppo di Bava e ci siamo incamminati lungo via Tornabuoni, la via dei negozi delle più note firme, per poi trovarci a Palazzo Strozzi, dove una guida simpatica e molto preparata, ci ha illustrato le opere di Donatello in ordine cronologico. Ci ha parlato della sua amicizia con Brunelleschi, più anziano di lui di 10 anni e di ceto superiore, figlio di notaio, mentre Donatello era figlio di carpentiere. Amicizia durata 40 anni e finita praticamente per un equivoco, terminata poi definitivamente con la morte di Brunelleschi, quando Donatello, per amarezza, aveva accettato un incarico prestigioso a Padova. Ci ha illustrato le Madonne da preghiera, le prime in argilla, con aria mesta, perché consapevoli di quello che sarebbe successo al figlio. Il culmine è stato vedere l'ultimo Cristo crocifisso, in bronzo, opera che denota una certa maturità, rispetto al primo, fatto da Donatello a ben (!) 22 anni. Grande innovatore, è stato definito artista del 1500, ma vissuto nel 1400. E' stato infatti il primo a introdurre la prospettiva nella scultura. Ore 23. Proprio questa sera dicevamo che una volta negli hotel, anche di alto livello, non si mangiava bene. Anche questa cosa è stata sfatata questa sera. Al Baglioni si sono superati con risotto ai legumi, guanciale di vitello con spinaci, semifreddo al vin santo con crumble di cantucci e ribes. Caro Presidente, ti sei superato anche tu: ottimo albergo, ottima vista, ottima cena. Le risate a tavola si sono sprecate, come se fossimo ancora in classe, Claudia, Angelo, Gabriella e io. 12/6 ore 7,45 Ovviamente abbiamo già fatto colazione, anche questa secondo le aspettative. Sorpresa, come mi ha fatto notare Claudia: la macchina che sforna i pancake! Forse siamo un po' cavernicoli, come diceva mio padre, ma è la prima volta che la vediamo. Ore 14,25 Nuovamente in hotel, in attesa del bus per l'Accademia della Crusca, il cui direttore è, manco a dirlo, un cavourrino, Claudio Marazzini, che però non sarà presente, avendo la famiglia a Torino. Questa mattina, dopo colazione, siamo partiti con i Munno avendo come meta Santa Maria del Fiore, il Duomo. Strada facendo abbiamo visitato Santa Maria Maggiore, piaciuta molto perchè spoglia. Per entrare in Duomo, abbiamo fatto un giro pazzesco. Era chiusa ai turisti, aperta solo per chi voleva seguire la messa. Così, noi, quasi atei, abbiamo finto di entrare per quello. Claudia mi ha confessato di essersi commossa per la bellezza dell'interno della cupola, affrescata dal Vasari. Siamo andati poi a vedere l'interno del palazzo della Signoria, fuori dagli Uffizi le statue dei più famosi fiorentini, tra cui Donatello. Cara guida di ieri, informati! Ti abbiamo chiesto se c'era un quadro o una scultura che lo raffigurasse, e tu non lo sapevi! Abbiamo poi fatto un "pellegrinaggio" alla Canottieri Firenze, dove nostro figlio Alberto ha fatto le sue prime gare, presenti anche noi, e che, per qualche anno, ha frequentato a dicembre per il Remy Christmas. Dulcis in fundo: spremute e caffè a palazzo Portinari, di Beatrice, bellissimo posto. Dulcis anche perchè, insieme alle ordinazioni, ci hanno portato dei dolci buonissimi. E' poi arrivata l'ora del museo del Bargello. Ma, avendo ancora tempo, siamo andati a vedere una cerimonia nella chiesa cristiana evangelica, lì di fronte, dove frati e suore vestivano mantelli bianchi con cappuccio. Al museo del Bargello non era prevista la guida. Cosa fare? Abbiamo approfittato della presenza dei coniugi Bava, bravissimi esperti d'arte. A parte lo splendido David, visto dal nostro critico d'arte Gianfranco Bava come erotico, armato di spada, dopo aver usato la fionda, per decapitare

Golia, ho apprezzato, come sempre, le opere dei Della Robbia. Pranzetto all'Obicà, segnalato da Claudia come mozzarella bar, noi 3 con Francesco Pistamiglio, ora siamo in hotel ed è arrivato il bus. Ore 19,30 Sul treno per Torino, dopo essere stati alla villa Medicea al Castello, sede dell'Accademia della Crusca. Siamo stati ricevuti dal dr. Domenico De Martino e da una non meglio identificata dottoressa, che ci hanno dedicato il loro preziosissimo pomeriggio domenicale. Ci hanno raccontato varie cose della villa, passata nelle mani della famiglia Salviati, poi Medici, infine Savoia, nel breve periodo di Firenze capitale d'Italia. Non per nulla, la villa più bella, che sovrasta quella dove siamo stati noi, era dedicata alla Bela Rosin. Ci hanno poi ricevuto nella biblioteca, i cui libri, tantissimi, sono sempre dello stesso argomento, poi nella sala delle pale, ferma al 1700, dove ognuno veniva identificato con un soprannome, imbucato, impagliato...Con Gabriella abbiamo avuto il piacere di vedere la pala del Marazzini. " Sotto la neve il pane" Boreale il suo aggettivo. Una figura di treno freccia rossa campeggia sotto il Monviso, ricordando il fatto che Claudio vive lì in settimana, ma sabato e domenica torna a Torino. Tornati, facendo col bus un giro panoramico della città, abbiamo avuto, spinti da Alberto il goloso, la "brillante" idea di andare a prendere un gelato dove, abbiamo scoperto dopo, altri avevano già fatto un'identica cosa già ieri. Questa è stata la nostra cena. Ore 21,45 Ennesima sorpresa: Marina Verna, reduce da un matrimonio a Venezia, sale sul nostro treno, non solo, sulla nostra carrozza!

Cos'ho imparato in questa gita:

1) il nostro Presidente non ha lasciato nulla al caso, ha programmato tutto nei minimi dettagli, con ottimi risultati. Non da meno è stato il capogruppo B, Gianfranco Bava

2) Firenze, ogni volta che la vedo, è sempre più bella. Ogni angolo ha qualcosa da scoprire. Palazzi stupendi, attici vista Arno, meravigliosi.

3) Donatello, il protagonista delle mostre, in questo modo, è stato particolarmente apprezzato. Decisamente longevo, morto a 80 anni nel quindicesimo secolo, ha avuto modo di affinare la sua tecnica e di produrre tantissime opere

4) Non c'è compagnia migliore. Tutti puntuali, tutti altruisti. Sembriamo quasi fatti con lo stampino. Ci si aiuta, uno con l'altro, spontaneamente, senza nemmeno dover chiedere.

5) E' vero, sono molto legata ai miei compagni di classe, ma mi sento in sintonia anche con altri, anche se solo compagni di scuola

6) Se potessi, ripartirei subito

FERNANDA

 

 

Menù albergo Baglioni

 

 

 


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