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Gita Bologna Forlì

10 OTTOBRE 2020

Viaggio tanto desiderato dopo i mesi del Covid e tanti dubbi!

Non nego di avere inconsciamente sperato che dall’alto venisse un ordine che ne impediva l’attuazione!

Ma, armati di mascherine e disinfettanti, alle otto precise in 25 prodi ci siamo imbarcati su un pullman extra lusso per più di 50 passeggeri.

Ognuno nel proprio posto, distanziati l’uno dall’altro, ordinati ed ubbidienti, siamo arrivati a Bologna in perfetto orario e abbiamo preso possesso della nostra bella camera nel Royal Hotel Carlton di cui siamo diventati ormai finanziatori.

Pranzetto veloce a base di verdure grigliate e piadina prosciutto crudo e squacquerone e poi di nuovo in pullman alla volta di Forlì per la mostra “l’eterno ritorno di Ulisse”.

Uomo dei nostri tempi Ulisse, che “conosce ogni sorta di inganni” ma in ogni caso è “di acuti pensieri”. E con lui abbiamo attraversato l’arte dal settimo secolo a.c. fino al Novecento con il cavallo in alluminio di Mimmo Paladino.

E’ stata una lunga cavalcata, tant’è che non ci siamo accorti dell’ora e mezza trascorsa.

E’ stato anche un ripercorrere con la memoria l’Iliade e l’Odissea, ricordare Polifemo, Circe, Calipso, Nausicaa i Proci e Penelope; un tuffo nel ricordi del Liceo e di un Omero che ci incantava e ci incanta ancora con il suo eroe, Ulisse, un uomo di certo astuto, ammaliatore, capace di superare le avversità della vita, comunque di una intelligenza fuori del comune.

Poi ritornati a Bologna doccia veloce e, eleganti e riposati, con cravatte e sciarpe di ordinanza, siamo andati al Majestic Hotel già Baglioni per gustare una cena raffinata nella saletta a noi riservata.

Rientro in albergo, recuperando anche quelli di noi che si erano persi tra le strade di Bologna.


11 OTTOBRE 2020

Notte da sogno anche se in letti rigorosamente separati.

A piedi, poi, visita della Cattedrale di San Pietro, accolti dal Vescovo in persona che ci aspettava per festeggiare con noi il proprio compleanno.

Visitato S. Petronio con soldato munito di mitra all’ingresso, Piazza Maggiore ed il centro di Bologna, forse un po' sottotono per il Covid. Abbiamo infine visitato Palazzo Fava ed in mostra il Polittico Griffoni, che, creato a Bologna per la Basilica di San Petronio da Francesco del Cossa, era stato smembrato e le singole tele vendute nel corso degli anni ai più importanti musei del mondo.

Esso ben rappresenta il Rinascimento bolognese, collocandosi tra le opere del Mantegna e di Pier della Francesca.

Affascinante poi osservare il lavoro di alta tecnologia realizzato da Factum Arte di riproduzione mimetica che, con scansioni ad altra risoluzione, riproduce gli originali.

All’uscita, io e Angelo siamo ritornati al Baglioni dove, nella sala Carracci, in via eccezionale e unici ospiti, con posate d’argento e bicchieri di cristallo, abbiamo assaporato un indimenticabile piatto di “tortellini al doppio brodo di cappone” in un’atmosfera davvero affascinante con omaggio finale di un bellissimo libretto su “Rossini e Bologna” in cui si racconta di una celebre prima esecuzione dello Stabat mater da parte di un direttore d’orchestra d’eccezione, Gaetano Donizetti.

Breve passeggiata in Galleria Cavour, quasi una Via Della Spiga bolognese tra i negozi di Bottega Veneta Tiffany Armani, Louis Vitton Miu Miu…..

Poi, bevuto un caffè con gli amici Bava, abbiamo iniziato il viaggio nell’Italia degli Etruschi al Museo Archeologico.

Esposizione importante certo per il numero di reperti – 1400 oggetti provenienti da 60 musei italiani e stranieri – ma soprattutto per le novità sugli Etruschi emersi dagli studi e dagli scavi degli ultimi venti anni.

E’ stato dunque un viaggio nel tempo dei Rasna, dal potere dei principi a quello del ceto medio, fino all’impatto con Roma, attraverso l’artigianato e i reperti funerari, con la scoperta che gli Etruschi rappresentavano il popolo più importante e in ogni caso il più esteso territorialmente nell’Italia preromana, occupando non solo la Toscana, ma anche l’Alto Lazio, la Pianura Padana e la Campania così da essere definito nell’800 come il primo esperimento di unità nazionale.

Ma è soprattutto degli Etruschi l’invenzione della città, forma di aggregazione umana che supera i villaggi, piccoli, semplici e diffusi fino ad allora nei territori. Gli oggetti in oro, bronzo, ambra in mostra ci hanno fatto capire il ventaglio di scambi commerciali che arrivavano dal Mediterraneo, dalla Grecia e dall’Europa in generale e che venivano rielaborati dagli stessi Etruschi.

Riprese le nostre valigie, ripreso il pullman presidenziale, siamo ritornati a Torino alle 21 esatte, pronti ad affrontare se del caso le nuove restrizioni disposte in serata dal Governo Conte.

CLAUDIA


 

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